Insegnamento e controllo
Vi affidereste ad un idraulico per controllare la convergenza dei pneumatici o ad un calzolaio per una gettata in cemento? Presumibilmente no, a meno che non siate particolarmente stravaganti. E allora perchè affidarsi, per imparare a muoversi e ad allenarsi, a persone che "solo affermano" di esserne in grado e che non possono esibire titoli di studio affidabili e certi ( sorvoliamo sui "patentini" ridicoli di alcune federazioni, patentini rilasciati dopo qualche week end) ? Insegnare è arte difficile che poco si apprende, direte. E' vero. Ma almeno, pur non essendovi naturalmente portato, chi insegna deve poter attingere da un bagaglio solido di cognizioni e non solo da una "praticaccia" acquisita, la quale può essere insufficiente o sbagliata ( spesso lo è). Questo è ancora più vero quando all'insegnamento deve far seguito (perchè deve) la fase di controllo di ciò che si è insegnato, cioè la corretta esecuzione. Danni da allenamento sbagliato sono danni a volte serissimi ed irreversibili!
Quando si allena un gruppo
Il problema di chi allena un insieme di persone ( ancor più se si tratta di giovani) è quello di instaurare quanto prima rapporti di fiducia e di trasmettere autorevolezza ( non di imporre autorità). Sono tanti gli espedienti che possono essere messi in campo. In primo luogo è utile individuare chi, all'interno del gruppo, assume funzione di leader ( punto di riferimento cui tutti quanti guardano in maniera più o meno cosciente ) e farne l'elemento trascinatore. In secondo luogo le attività proposte ( sempre spiegate e giustificate) dovrebbero spaziare in modo da procurare soddisfazione a tutti ( quindi non solo forza, non solo velocità, non solo equilibrio, non solo coordinazione, non solo resistenza etc.) : ognuno avrà modo così di mostrare il meglio di sè e di esserne gratificato. In terzo luogo è opportuno proporre al gruppo traguardi a breve termine e precisi, verifiche appaganti ( è anche permesso barare un tantino) e non obiettivi fumosi e lontani nel tempo. Sono solo tre piccoli accorgimenti, ma sono parecchio efficaci.
I super eroi
Sono quelli che vediamo in film e telefilm, quelli che riempiono di gesta strepitose alcuni romanzi d'azione e che lasciano stupiti per la loro possanza. Non mangiano mai, mai dormono, distribuiscono ed assorbono caterve di botte ( nel successivo fotogramma, però, neppure ne accusano segno), esibiscono inesauribile potenza sessuale, si destreggiano da semidei in qualsiasi situazione, resistono a fatiche e sforzi immani, assorbono proiettili come caramelle, sempre trionfano. E' fatale, guardandoli, che si stilli un filo di bava, mortalmente invidiosa. E' fatale che si sia indotti a fare un paragone con noi stessi e che se ne esca demoralizzati. Ma di vero non c'è nulla. Sono personaggi fasulli. Nemmeno il più addestrato e giovane agente speciale riuscirebbe in una vita intera ad assorbire la quantità di traumi che questi personaggi collezionano in un solo film. Quindi nessun complesso reverenziale, solo una sana e divertita risata!
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