"L'evoluzione del karate tradizionale raggiunse il suo completamento nel 1930 nel territorio giapponese. Le tecniche di base trassero origine dal TO-DE, l'arte di combattimento a mani nude che si è sviluppata in Okinawa (Giappone). II TO-DE nacque quando il Governo di Okinawa, verso la fine del XIV secolo, decise che il popolo non avrebbe dovuto portare alcuna arma.
II TO-DE di Okinawa è a sua volta basato sull'arte di combattimento cinese conosciuta come CHUAN-FA che vide le sue origini più di mille anni prima. L'arte di combattimento CHUAN-FA chiamata NAN-PEI-CHUN, che si era sviluppata nella provincia di Fukien in Cina, ha avuto grande influenza nello sviluppo del TO-DE di Okinawa.
Quando le basi tecniche del TO-DE furono aggiunte alla filosofia del Budo, diedero come risultato il KARATE TRADIZIONALE. Ciò avvenne intorno al 1600, quando le varie arti marziali finalmente si fusero, sia nei principi tecnici, che nella filosofia. Con ciò nacque anche lo scopo di una continua ricerca per il più alto sviluppo dell'uomo. Vi sono molti cosiddetti Stili (metodi di scuola) nel Karate Tradizionale. Comunque, essi sono principalmente divisi in due gruppi: SHURI-TE (compreso il tomari-te) e NAHA-TE.
Lo SHURI-TE si sviluppo nell'area di Shuri di Okinawa (presso la città di Naha). Lo SHURI-TE era basato sul cinese chuan-fa del 1400.
Successivamente si sviluppò nella sua unica forma per le condizioni politiche e geografiche di Okinawa. II NAHA-TE trae le sue origini dal nan-pei-chun del 1900. Fu introdotto direttamente nell'area di Okinawa da Fukien (Cina)".
M° HIDETAKA NISHIYAMA
Cenni di Storia
Nel 520 d.c., il Ventottesimo Patriarca del Buddismo, Daruma (Bodhidharma), lasciò l'India per recarsi in Cina. Scopo di questo viaggio fù la diffusione del Buddismo Zen, dottrina filosofica che predica la meditazione e l'intuizionismo.
Un Buddismo molto diverso da quello che in quel tempo i Cinesi praticavano.
Il Buddismo Cinese capeggiato dal regnante Liang Wu Ti era di natura scolastica, basato solo sullo studio dei libri sacri, attraverso il quale si raggiungeva la sapienza per la salvezza dell'anima.
La religione di Daruma comprendeva, oltre allo studio dei libri sacri, anche una attività fisica. Questi praticava alcuni esercizi, racchiusi in un suo metodo e raggiungeva l'obbiettivo primario del Buddismo Zen, cioè[1] l'unione tra il corpo e la mente.
Il patriarca Daruma venne espuslo dal regno di Wu Ti, poichè il regnante non condivideva quel tipo di dottrina. Daruma si rifugiò in una grotta, rimanendovi, in completa solitudine e meditazione, per circa 9 anni .
Per questo gesto divenne popolare in tutta la regione e portò a sè molti seguaci. La sua fama fù tale che lasciata la grotta fondò, assieme ai suoi fedeli, il monastero di Shao Lin (Shorin Ji) situato nella provincia di Honan, in Cina.
Mentre Daruma predicava e leggeva le scritture del Buddismo, tanti fedeli cadevano, uno ad uno, per l'esaurimento fisico dovuto alla posizione Zazen, posizione di meditazione che veniva praticata per moltissime ore nella giornata.
Il patriarca introdusse il suo metodo per sviluppare il corpo e la mente allo scopo di ovviare a queste carenze.
Inoltre rivolgendosi ai suoi fedeli diceva:"..la via del Budda predica l'anima, l'anima ed il corpo sono inseparabili, quindi vi insegnerò un metodo per rafforzare il corpo e la mente, così capirete l'essenza del Buddismo Zen e sarà utile per proteggervi dalle minacce di altre sette".
All'inizio questo metodo non era un'arte marziale, ma un modo per unificare la parte spirituale e fisica. I suoi fedeli, Monaci, riuscirono nell'obbiettivo diventando famosi in tutta la Cina per il loro coraggio e la loro forza fisica e mentale. Contemporaneamente divennero esperti combattenti a mani nude senza armi.
Questo metodo venne chiamato Shorin Ji Kempo e più tardi il tempio di Shorin divenne famoso, non tanto per la pratica dello Zen, quanto per l'arte da combattimento a mani nude.
Il Kempo in origine era tenuto segreto e veniva insegnato soltanto a chi volesse diventare Monaco Zen e quindi non a classi comuni, in quanto avrebbe potuto essere usato non solo per scopi pacifici ma per arrecare violenza ad altri.
Questo metodo raggiunse l'isola di Okinawa, Giappone, ed il Kempo si mescolò con alcune forme di combattimento locali, dando vita all'Okinawa-Te, sviluppatosi poi in Karate-Do.
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