Sport come specchio di vita: combattere?

Lo sport è il surrogato della storia della vita. La vita è fatta di selezione naturale, di vita e morte in continua alternanza tra loro.

La vera forza dello sport è il processo miracoloso di ricreare una situazione di contrasto, solo ideale, per esorcizzare e annullare i contenuti più violenti e drammatici dello scontro.

Nel karate questo aspetto si enfatizza nella pratica del combattimento.

I due contendenti si fronteggiano, ma il vero nemico è chiuso dentro di loro. Sono essi stessi i loro primi avversari. La loro capacità di soffrire e resistere, la loro capacità di superare le difficoltà, la loro capacità di reagire.

Ore ed ore di duri allenamenti; gesti, tecniche, sequenze ripetute migliaia di volte fino a farle diventare parte integrante di loro stessi, del loro muoversi ed agire.
Uno di fronte all'altro, la mente proiettata oltre la vita stessa. Non importa vincere, importa non soccombere.

Ecco perché alla fine conta soltanto l’impegno che ogni ragazzo ha profuso per il conseguimento della propria vittoria: non perdere. Ecco perché alla fine tutto si risolve con un abbraccio tra i due contendenti che ritornano a volersi bene, che hanno rafforzato la propria stima reciproca attraverso la dimostrazione del proprio valore.

 





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