Poesia
Il Karatè è spirito? è corpo? è cuore? Prima di dare l'esame per il 5° dan erano queste le domande che più mi assillavano. Tutto partecipava al tutto: l'anima racchiudeva dentro di sé risposte che ancora non poteva scoprire. Sentivo in me come un bisogno che andava al

dilà di qualsiasi cosa: era come un mistero che dovevo svelare a me stesso. Pensavo ripetutamente al titolo che avrei dovuto dare alla tesi e provai a scriverne diverse sui temi più disparati come le origini del Karate, la vita dei più grandi maestri … ma erano cose che già conoscevo e che non potevano regalarmi i momenti che desideravo vivere. Volevo spiegare il significato di un cammino che è stato e che è tuttora parte di me. Era come mostrare ciò che custodivo dentro uno scrigno fatto di vita, di ricordi, di speranze e mi accorsi che una volta aperto non sarebbe stato difficile trovare le parole giuste. La mente cercava di contemplare le radici profonde e universali della vita: pensai all'acqua che scorre, al fuoco che brucia, all'aria che avvolge, alla terra che è madre e iniziai a scrivere una poesia ispirandomi al libro dei cinque anelli di Myamato Musashi. La mente così ritrovò se stessa. Il corpo voleva riscoprire i principi sublimi che regolavano il suo benessere: la mia casa e il mio lavoro non potevano non partecipare. Presi allora degli avanzi del parquet della mansarda appena costruita, e feci una scatola di legno e sopra vi misi un logo di resina acrilica che utilizzo per gli apparecchi ortodontici (sono un odontotecnico). Casa e lavoro erano davanti ai miei occhi, non li avevo mai visti così vicini. Decisi così di unirli definitivamente dandogli come segno di buon auspicio nove mani di vernice. Nel vederli insieme il mio corpo si sentì libero. Ma mancava ancora un tassello importante, lo specchio di anima e corpo, che voleva condividere le emozioni vissute con la persona amata: il mio cuore non è mai stato solo. Procurai così della carta fatta a mano e diedi la poesia a mia moglie, anche lei karateka, che avendo talento nella bella grafia la riscrisse in italiano e in ideogrammi giapponesi. Mentre stava componendo capii che cuore, anima e corpo erano finalmente ritornati a casa. Tutto si era schiarito davanti a me: ero pronto!!
Consegnai il giorno dell'esame la scatola con il logo inserito e la poesia che recita così: